Bologna + Bessa L + Pushed AGFA Vista 400

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I definitely don’t love pushed AGFA Vista 400 for street photography, but I think that it deserves a second try for night photography.

Here’s some pics i took in Bologna with my Voigtlander Bessa L, shutter times between 1 and 1/14, film pushed to 800 ISO. As i have already noticed HERE this film pushed works better in higly contrasted scenes.

I’ve underexposed by 1/3 to gain more contrast but, considering that pushing film does increase the contrast per se, next time I might try to overexpose by 1/3 to achieve a softer shade between lighter and darker areas.

 

 

Color film pushing disaster

Blog, Pocket Full Of Fatcaps

“Color film pushing disaster” what a nice title for a punk song or for a B-movie, isn’t it?

I was at a squat to see Darko play, they kick ass live, between other support act there were also the SOCS, great Bluesy driven Punk Rock from italy! In my bag I had my Yashica FX-3 Super 2000 loaded with a roll of Agfa Vista 400.

Well, I had already pushed the Vista 400 to 1600 ISO (as you can see HERE) and I decided to try and push it to the extreme: 3200 ISO.

I know that the “rule of thumb” of pushing film is to limit it to three stops and no more… But I was a drunk punk at a punk show so: who cares!

In addition to the many things that could go wrong (grain galore and reciprocity failure) the lighting was terrible: soft, diffuse and warm!

Even worse I was using color film so, the colors themselves, will probably go mad or went dull or be gorgeus: this is part of the unpredictability of pushing/pulling film!

Not happy with the possible defeat and having to finish the roll I’ve tried to take some pics at another live show with Red Car Burns (some post and some hardcore that You need to check out!!) and The Twerks (a bit of punk and some powerpop with a topping of 70s).

BTW the lights sucked even this time.

As you can see in the following gallery everything that could go wrong… it did!

Well, thankfully we are in 2016 and we can use our computers to try to recover the images! Again (just like HERE) the B&W is the “great savior” of us poor film enthusiasts. You can see the black and white processed image at the end of this post.

Note: I think I’ll try this extreme pushing of my beloved Agfa 400 with better lighting conditions 😉

 

 

Brooklyn: film backstage for the Pois Gras’s shooting

Blog, Built To Last

While I was working as a lighting technician for Pois Gras, for a shooting inspired by the film Brooklyn, I took the opportunity to make a quick test with my Fuji DL-200 II and an Agfa Vista 400 film.

I just wanted to evaluate how this film reacts to the warm light of sunset.

The photos become more vivid and saturated and the colors richer as the sun was declining and the warmth of the sunlight increase.

You can read the Pois Gras post with the beautiful photos by Paola Saia here: Un look new vintage ispirato al film “Brooklyn” (sorry only in italian)

Thanks to Isabella Novati who posed, to Sara Pamio who took care of clothes and accessories and to Paola from Pois Gras who personally made makeup and wigs.

Yashica ML 50mm f1.9 + Agfa Vista + Bad Frog

Blog, Built To Last

I was at a free live show in Piacenza and in my bag i was carrying one of my “Photo Shove” film cameras and my Yashica FX3 super 2000.

On stage, in the town square, the Bad Frog was entertaining the audience with their italo-punkrock but unfortunately, in a location like that, it was virtually impossible to hope that there was some pogo or crowd surfing.

Thanks to the headliners rigs, the light set was more “professional” so I decided to take some pics with my SLR: I was testing a roll of AGFA Vista 400 pushed to 1600 and a 50mm f1.9 ML Yashica lens!

We must consider that I was shooting at F1.9 and F2.8, so my DoF were approximately between 1 to 2 meters and that the manual focusing in this low light conditions is really hard to do.

However I’m surprised about the results! Both the lens and the film have returned god colors and sharpness!!

Next time I’ll have to take more shots and try to push the AGFA to 3200! (HERE you can read about the first failed attempt)

Oh and I’m on the hunt for another ML Lens (maybe a 24mm)!

Elefanti live: crash test analogico

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Quindi, la mia amica Rossella e’ ufficio stampa di un nuovo power duo italiano: Elefanti, e mi ha invitato al loro primo concerto. In casa ho pronte due reflex analogiche preparate per fare delle foto in condizioni di bassa luce. Poi c’e’ la situazione da live show che rende difficile la lettura esposimetrica e rende necessaria la conoscenza di tutta una serie di regole classiche e misurazioni da fare “a occhio” per ottenere foto corrette e, trattandosi di in un piccolo locale, le luci probabilmente piu’ che basse saranno “ostili”, beh…

Barney-Sfida

Riassumendo: abbiamo da un lato una Canon AE-1 con obiettivo Canon FD 35-70 f4 e pellicola Fujifilm Superia 800 (tirata a 3200), dall’altro una Yashica FX3 super 2000 con obiettivo Yashica 50mm f1.9 con pellicola Agfa Vista 400 (tirata a 1600). Entrambe le pellicole sono state quindi usate con +2 stop rispetto agli ISO di fabbrica e, viste le specifiche dei due obiettivi, i valori di esposizione rimangono simili, permettendomi di usare entrambe le macchine con tempi di 1/60 o 1/125.

Le luci erano esattamente come me le aspettavo, poche, solo frontali e coloratissime, ottime per l’atmosfera ma un incubo per chi deve fotografare!

Sono abbastanza contento del risultato in generale ma devo dire che la fase di scatto e’ stata molto impegnativa: il telemetro ad immagine spezzata in condizioni di luce non ottimali e’ un po’ complicato da usare, bisogna cercare qualche zona di contrasto per poter riuscire a regolare il fuoco facendo ben combaciare le due parti dell’immagine (e notoriamente i musicisti non stanno proprio fermi). Il “trucco” e’ stato trovare di volta in volta una linea verticale ben contrastata , tipo l’asta di un microfono, e poi verificare valutando “ad occhio” i metri che separavano me e i musicisti!

Se pensiamo poi che in queste condizioni occorre usare f2.8 o poco piu’, c’e’ anche una profondita’ di campo limitata a rendere il tutto piu’ arduo. Nel mio caso andando a fare due calcoli su www.DofMaster.com, per la Canon potevo contare su una DoF che andava da 1.9 metri a 35mm fino a soli 40 cm a 70mm mentre per la Yashica  potevo giocarmela tra i 40 cm usando f1.9 e i 60cm usando f2.8

Come dicevo i tempi di scatto dovevano restare tra 1/60, per evitarmi il micromosso creato dalle mie stesse mani, e 1/125, per evitare mossi causati dai movimenti dei musicisti. Potevo permettermi di passare da un tempo all’altro senza compensare i diaframmi in quanto in fase di acquisizione e post produzione almeno uno stop di luminosita’ si riesce a recuperarlo.

A livello di feeling la Canon e’ un carro armato, da la sensazione di essere indistruttibile, ma la Yashica e’ piu’ leggera e snella e, se equipaggiata con uno Zeiss, puo’ diventare una piccola bomba.

Tra i due setup ho pero’ ho indubbiamente preferito la AE-1 con pellicola tirata a 3200 iso, poter usare f4 tranquillamente mi ha permesso di avere un maggior numero di immagini a fuoco, infatti grazie ad una maggiore profondita’ di campo, mi e’ stato perdonato qualche errore di messa a fuoco o, in casi estremi di “supposizione” della distanza di fuoco, poiche’ mi era impossibile vedere chiaramente nel mirino causa poca luce.

PS: Elefanti sono stati grandi 😉

 

 

 

 

 

Brooklyn: backstage analogico del servizio di Pois Gras

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Mentre lavoravo come tecnico luci per Pois Gras durante un servizio ispirato al film Brooklyn ne ho approfittato per fare due test veloci con la mia Fuji DL-200 II e una pellicola Agfa Vista 400.

La cosa che mi premeva valutare era come questa pellicola reagisce alla luce calda del tramonto.

Sono rimasto stupito dalla saturazione, a volte esagerata, e dal calore di questa pellicola, ne sono risultate immagini vivide sature e ricche di colore man mano che il sole volgeva al tramonto e il calore della luce aumentava.

Potete leggere il servizio di Pois Gras con le stupende foto di Paola Saia qui: Un look new vintage ispirato al film “Brooklyn”

Ringrazio Isabella Novati che ha posato, Sara Pamio che si è occupata di abiti ed accessori e Paola di Pois Gras che ha realizzato personalmente trucco e parrucco.

Built To Last: Fuji DL-200 II

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Soon also in english 😉

Marchio: Fuji
Modello: DL-200 II (Cardia II in Giappone)
Prodotta: 1983
Tipologia: Point & Shoot
Formato: 35mm
Obbiettivo: 32mm f/2.8
Esposizione: Automatica
Fuoco: Autofocus con blocco del fuoco
ISO: 50-1600 con lettura DX automatica
Flash: Automatico con pulsante “fill-in flash”

Ma che bella scatoletta

FujiDL200II_06

Si, sembra una (bella) scatoletta di plastica, e questo che mi ha attirato quando l’ho vista la prima volta. Squadrata, leggera, aria “tecnologica seriosa” anni 80.

Fortunatamente quella in mio possesso e’ una DL-200 II cioe’ quella con la batteria cambiabile (una CR-P2), il modello precedente aveva una batteria interna fissa e per cambiarla occorreva rimandarla alla Fuji. Non vi sono altre differenze anche se nel web ho letto che la prima versione aveva un AF lento… nella mia direi che e’ abbastanza veloce.

FujiDL200II_05

Fujinon 32mm f2,8

Una cosa mi ha colpito subito: e’ lenta a mettersi “in moto”! Non so se e’ una caratteristica nativa oppure se la mia e’ invecchiata male, ma diciamo che da quando si fa scivolare il copriobbiettivo a quando la macchina e’ effettivamente pronta a scattare passano una decina di secondi buoni nei quali, anche se si clicca lo shutter, si ottiene solo un lampeggiare di un led rosso nel mirino come se qualcosa non fosse pronto.

Facendo parte della serie DL della Fuji ha appunto il drop-in loading, cioe’ il dorso si apre solo il giusto per far scivolare dentro il rullino e la macchina fa tutto da sola svolgendo completamente la pellicola al suo interno e riavvolgendola poi nel rullino man mano che si scattano delle foto.
Vien da se che questa cosa e’ interessante soprattutto perche’ in caso di apertura involontaria del dorso si andra’ a perdere al massimo l’ultimo frame.

FujiDL200II_04

I pochi controlli presenti: timer, riavvolgimento pellicola e fill-in flash

La DL 200 adora il flash! giuro che a volte non capisco perche’ lo faccia scattare, lo usa ogni volta che puo’, ma devo dire che non ho mai avuto nessun problema di esposizione. Credo che, essendo stata ideata per i turisti, la macchina cerchi sempre di usare una profondita’ di campo piu’ ampia possibile, ma questa e’ solo una mia supposizione.
L’unico modo col quale possiamo intervenire “manualmente” e’ il pulsante del fill-in flash, che attiva il flash dando un piccolo lampo di riempimento, utile ad esempio per i controluce.

FujiDL200II_03L’autofocus come dicevo e’ abbastanza veloce, ogni tanto al buio tergiversa, ma nulla di cosi’ sgradevole, devo dire che e’ ottima come macchina da passeggio e la qualita’ delle immagini non mi dispiace. L’obiettivo Fujinon e nitido e rende colori molto vividi: io la ho usata prevalentemente con pellicole AGFA Vista 400 e direi che la saturazione e’ particolarmente corposa soprattutto in scene con fonti di luce molto forti.

Ha anche il data back, ma personalmente trovo che sia inutile e penso mai lo usero’ o testero’ in vita mia :).