Elefanti live: crash test analogico

Quindi, la mia amica Rossella e’ ufficio stampa di un nuovo power duo italiano: Elefanti, e mi ha invitato al loro primo concerto. In casa ho pronte due reflex analogiche preparate per fare delle foto in condizioni di bassa luce. Poi c’e’ la situazione da live show che rende difficile la lettura esposimetrica e rende necessaria la conoscenza di tutta una serie di regole classiche e misurazioni da fare “a occhio” per ottenere foto corrette e, trattandosi di in un piccolo locale, le luci probabilmente piu’ che basse saranno “ostili”, beh…

Barney-Sfida

Riassumendo: abbiamo da un lato una Canon AE-1 con obiettivo Canon FD 35-70 f4 e pellicola Fujifilm Superia 800 (tirata a 3200), dall’altro una Yashica FX3 super 2000 con obiettivo Yashica 50mm f1.9 con pellicola Agfa Vista 400 (tirata a 1600). Entrambe le pellicole sono state quindi usate con +2 stop rispetto agli ISO di fabbrica e, viste le specifiche dei due obiettivi, i valori di esposizione rimangono simili, permettendomi di usare entrambe le macchine con tempi di 1/60 o 1/125.

Le luci erano esattamente come me le aspettavo, poche, solo frontali e coloratissime, ottime per l’atmosfera ma un incubo per chi deve fotografare!

Sono abbastanza contento del risultato in generale ma devo dire che la fase di scatto e’ stata molto impegnativa: il telemetro ad immagine spezzata in condizioni di luce non ottimali e’ un po’ complicato da usare, bisogna cercare qualche zona di contrasto per poter riuscire a regolare il fuoco facendo ben combaciare le due parti dell’immagine (e notoriamente i musicisti non stanno proprio fermi). Il “trucco” e’ stato trovare di volta in volta una linea verticale ben contrastata , tipo l’asta di un microfono, e poi verificare valutando “ad occhio” i metri che separavano me e i musicisti!

Se pensiamo poi che in queste condizioni occorre usare f2.8 o poco piu’, c’e’ anche una profondita’ di campo limitata a rendere il tutto piu’ arduo. Nel mio caso andando a fare due calcoli su www.DofMaster.com, per la Canon potevo contare su una DoF che andava da 1.9 metri a 35mm fino a soli 40 cm a 70mm mentre per la Yashica  potevo giocarmela tra i 40 cm usando f1.9 e i 60cm usando f2.8

Come dicevo i tempi di scatto dovevano restare tra 1/60, per evitarmi il micromosso creato dalle mie stesse mani, e 1/125, per evitare mossi causati dai movimenti dei musicisti. Potevo permettermi di passare da un tempo all’altro senza compensare i diaframmi in quanto in fase di acquisizione e post produzione almeno uno stop di luminosita’ si riesce a recuperarlo.

A livello di feeling la Canon e’ un carro armato, da la sensazione di essere indistruttibile, ma la Yashica e’ piu’ leggera e snella e, se equipaggiata con uno Zeiss, puo’ diventare una piccola bomba.

Tra i due setup ho pero’ ho indubbiamente preferito la AE-1 con pellicola tirata a 3200 iso, poter usare f4 tranquillamente mi ha permesso di avere un maggior numero di immagini a fuoco, infatti grazie ad una maggiore profondita’ di campo, mi e’ stato perdonato qualche errore di messa a fuoco o, in casi estremi di “supposizione” della distanza di fuoco, poiche’ mi era impossibile vedere chiaramente nel mirino causa poca luce.

PS: Elefanti sono stati grandi 😉

 

 

 

 

 

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